IL TERRITORIO
Il territorio in cui è localizzata la Parrocchia di S. Maria delle Grazie a Casalboccone, ricco di presenze archeologiche, è situato tra due strade consolari, Salaria e Nomentana, ed è diviso in due dal Grande Raccordo Anulare.
Ricerche condotte tra il 1980 e il 1986 in una zona della Bufalotta vicino al Grande Raccordo Anulare hanno consentito il ritrovamento di reperti fossili risalenti a più di 700.000 anni fa.
Nella zona della Marcigliana
sono numerosi i reperti archeologici dei resti di una città con relativi complessi tombali. Sembra si tratti di Custumerium, un’antica città del Lazio primitivo, che nella storia è ricordata, per il ratto delle Sabine, in lotta con Roma già al tempo di Romolo. La città occupava la collina della Marcigliana Vecchia (sulla destra della Via Salaria, appena oltrepassato lo svincolo dell’Autostrada per Firenze) e quella contigua di Campogrande; era perciò in posizione dominante sul Tevere, e a scopo difensivo, sul lato che volge all’entroterra era limitata da un lungo avvallamento artificiale che doveva essere completato da un terrapieno. Nel 380 a.C., quando l’abitato era stato già sostanzialmente abbandonato, nel territorio di Custumerium le fonti antiche ricordano la terribile battaglia del fiume Allia (l’odierno fosso della Regina o fosso Maestro), dove i Romani combatterono contro i Galli guidati da Brenno e subirono una rovinosa sconfitta.
Anche in altri punti della collina sono riconoscibili i resti di una fortificazione di forma quadrata. Sulle alture vicine si ritrovano necropoli con tombe a grotticella e a camera, scavate nel periodo che va dall’VIII al V secolo a.C.. Sono inoltre visibili le tracce delle principali strade che univano la città di Custumerium con le vicine Nomentum, Ficulea e Fidenae.
Successivamente, in epoca medioevale, si svilupparono gli insediamenti a fini agricoli e/o di pastorizia nel territorio, con la distribuzione in grandi ‘Tenute’ dell’Agro Romano comprendenti case padronali e alloggi per coloro che vi lavoravano, oltre che edifici per il ricovero del bestiame. I nomi assunti dalle Tenute e dalle strade che le collegavano o le attraversavano erano per lo più legati ai possessori.
Il nome di Bufalotta
è legato al fatto che quel tenimento, anticamente detto Ciampiglia, nel 1200 passò ad una nobile famiglia di Pistoia trasferitasi a Roma, i Del Bufalo, nel cui stemma di famiglia figura la testa di un bufalo con un anello alle narici e il motto fra le corna.
Sono ancora visibili le torri, edificate su preesistenti ruderi romani, del castello di Redicicoli, sulla sinistra di Via di Settebagni, circa 2 Km. prima di uscire sul Grande Raccordo Anulare nei pressi della Via Salaria, provenendo da Via della Bufalotta e all’incrocio di Via delle Vigne Nuove con Via di Settebagni.
Nel percorso di Via della Marcigliana per raggiungere Via della Bufalotta, è possibile osservare il castello dei Duchi Grazioli.
La tenuta di Tor San Giovanni, dove si trova la torre omonima sorta sulle rovine di un’antica villa, deve il nome all’essere appartenuta al Capitolo Lateranense, ed è ricordata in vari documenti di affitti che detto Capitolo fece alle famiglie De Rubeis, Astalli, De Leonis; antecedentemente però, in un documento del 1012, è ricordata con il nome di Capitignano, ed assunse il nome di Torre di San Giovanni dopo il 1564 quando fu acquistata dall’Ospedale omonimo. Proseguendo sulla Via di Tor San Giovanni, all’incrocio con Via della Marcigliana e Via della Cesarina, subito dopo il bel viale di eucalipti si incontra sulla destra un casale abitato di epoca ottocentesca, con un motivo ad arco sul muro che dà accesso al cortile interno. Fino a non molti anni fa appartenne al Pio Istituto di S. Spirito, del quale si vede, sul portale di ingresso del casale, lo stemma con la croce a doppio braccio.
Prendendo Via della Cesarina si può arrivare a quello che è ancora conosciuto come il Casale della Cesarina vecchia, oggi sede di una moderna azienda agro-zootecnica. Il complesso è situato in una zona in cui nei secoli scorsi ci furono diversi rinvenimenti archeologici di epoca imperiale, e quella si ipotizzò essere la probabile sede dell’antichissima Ficulea.
L’attuale Istituto Agrario
occupa il territorio in cui anticamente sorgeva una colonia agricola romana. Il nome e la funzione che vi si svolgeva era conservato dalla Colonia Agricola retta dai Padri Giuseppini ed era utilizzata come collegio maschile per bambini orfani o abbandonati; era sede di Scuola Elementare e di Avviamento Professionale, sia per i ragazzi interni che per quelli dei dintorni. Era anche sede di un mulino, preziosissimo all’epoca. Il 19 marzo, giorno di S. Giuseppe, vi si svolgeva la più bella festa della zona. Per un periodo, al momento non ben precisabile, rimase abbandonata, in seguito divenne sede della Scuola Media.
Dopo il trasferimento di questa, per un breve periodo è stata anche sede del Liceo Sperimentale, prima di divenire Istituto Agrario.
Il vecchio Ospedale,localizzato nei pressi dell’incrocio tra Via della Bufalotta e Via della Marcigliana, era utilizzato inizialmente come collegio femminile ed era gestito dalle suore; in seguito, e purtroppo per pochissimo tempo, grazie anche all’interessamento del prof. Cortesini, fu utilizzato come ospedale per lungodegenza, specialmente post-operatoria. Attualmente è, purtroppo, inutilizzato.
Gli stanziamenti abitatividella zona si sono sviluppati in periodi diversi. I primi insediamenti abitati esistenti, come già ricordato, erano fondamentalmente legati alla vita nelle varie ‘Tenute’, sfruttate a fini agricoli e/o di pastorizia. Di questi si ritrovano ormai solo pochi esempi, essendo stati per lo più trasformati.
Il nucleo centrale è rappresentato dalla borgata inizialmente denominata Bufalotta, poi detta di Casalboccone ed attualmente di S. Maria delle Grazie, costruita ai lati di Via della Bufalotta e a ridosso di Via di Settebagni e Via di Casalboccone. La formazione di questo insediamento iniziò subito dopo la seconda guerra mondiale con la lottizzazione dei terreni di proprietà dei fratelli Brandizzi. Inizialmente lo sviluppo fu piuttosto lento, infatti nel 1956 solo poche decine di lotti erano stati edificati, poi sempre più velocemente, con la realizzazione di altri insediamenti: Ville, Cinquina, Strade bianche (poi denominate Strade Australiane). Le caratteristiche erano quasi esclusivamente residenziali, in modo sincrono con lo sviluppo economico che in tutta Italia stava verificandosi. Infatti, in pochi anni migliaia di persone abbandonarono paesi e campagne per raggiungere Roma, attratte dalla speranza di migliori condizioni di vita e di trovare un lavoro.
La rapida crescita del numero di abitanti comportò la necessità di avere un centro di aggregazione di vita cristiana, ovvero di una chiesa e di una Parrocchia, non essendo più adeguate le piccole cappelle già esistenti nella zona, sia perché private, e sia perché decentrate rispetto ai nuovi insediamenti. Inizialmente, infatti, oltre a quelle della Colonia Agricola e del collegio femminile, erano utilizzate: la chiesina situata alla base della Torre di San Giovanni, la cappella della tenuta di Belladonna (Tarantelli), la cappella della tenuta di Olevole (Zingone), e quella della tenuta di Maoli alla Cesarina.
Il nome che assunse la borgata che era stata il nucleo iniziale, S. Maria delle Grazie, sarebbe stato legato ad una piccola edicola ricavata su una colonna del cancello di ingresso alla casa della famiglia Rocchi, una delle prime ad essere costruita, antecedentemente agli anni ’50, e sede della prima attività commerciale della zona, con un negozio dove era possibile acquistare un po’ di tutto (dai tabacchi e sale ad ogni genere alimentare) nonché una trattoria. Nell’edicola vi era una immagine di marmo della Madonna delle Grazie, quella cara a Padre Pio, che allora ancora viveva. L’edicola originaria ormai è andata distrutta, ma è stata sostituita con quella attualmente presente, che riporta la medesima immagine in fotoceramica. Alla fine degli anni 50’ di fianco a questa casa fu realizzata una cappellina, con l’intento di sostituire il furgone utilizzato dai Padri Domenicani, provenienti dalla Basilica di S. Sabina, che era adibito a chiesa mobile, con il quale nei primi anni 50’ si celebrava la S. Messa direttamente su Via di Casalboccone, nel piazzale già allora adibito a distributore di carburanti.
Tra i Padri Domenicaniè doveroso ricordare la figura di Padre Gerardo M. Reed, di origine canadese, morto il 5-2-1979. Al momento non è possibile riportare con precisione quando è venuto per la prima volta in questa zona, forse alla fine degli anni 50’, quando era entrata in funzione la cappellina, e come è riportato da alcuni abitanti dell’epoca, piuttosto che nel 1963 come è invece specificato dall’iscrizione posta all’interno della chiesa attuale, dove è ricordato come primo Pastore.
Arrivò così, assieme agli altri Padri Domenicani, con discrezione e senza suscitare clamore; ma a differenza degli altri è stato il più coinvolto ed è riuscito a sua volta a coinvolgere ed a rendere partecipe l’intera comunità della zona. Notevole è stato il ruolo di aggregazione e conforto svolto nei primi anni quando la domenica mattina, Padre Gerardo e gli altri Padri Domenicani, celebravano numerose Messe nella piccola cappella realizzata di fianco alla casa della famiglia Rocchi e poi, finita la celebrazione, restavano per giocare con i bambini ed i ragazzi, o per ascoltare e consigliare gli adulti.
E proprio grazie all’interessamento di Padre Gerardo, preso atto delle nuove esigenze e delle richieste dei fedeli, nella primavera del 1969 fu inaugurata la nuova chiesa in Via Luigi Carrer 43, dedicandola anche
a S. Domenico (fondatore dei Domenicani). Questa è l’attuale chiesa parrocchiale.
La festa della borgata si svolgeva nel prato tra la pineta e la cappellina sopra descritta; la prima fu organizzata alla fine degli anni 60’.
La creazione di una nuova Parrocchia, eretta canonicamente, avvenne solo nel 1974; infatti il Vicariato di Roma, operando una ridistribuzione del territorio fra le Parrocchie già esistenti di S. Ponziano, S. Maria Assunta al Tufello, S. Antonio a Settebagni, e S. Alessandro, istituì la nuova Parrocchia di S. Domenico di Guzman, che comprendeva le borgate di S. Maria delle Grazie e della Cinquina, oltre a vari nuclei sparsi nelle campagne circostanti. E proprio il 1° gennaio 1974 avvenne l’inaugurazione della nuova Parrocchia da parte di Mons. Oscar Zanera, Vescovo Ausiliare della diocesi per il settore Roma-nord, con la celebrazione della S. Messa sia nella chiesa parrocchiale che alla Cinquina. Primo Parroco fu Don Ettore Parretti.
Una delle prime iniziative portate a termine nella nuova Parrocchia fu la realizzazione di un campo sportivo per i ragazzi, utilizzando un appezzamento di terreno di proprietà delle suore della Consolata che ancora oggi operano in parrocchia. Fu inaugurato nel settembre 1975.
Con decreto del Vicariato di Roma, in data 1 ottobre 1985, è stata eretta l’attuale Parrocchia di S. Maria delle Grazie a Casalboccone, desumendone il territorio da quella iniziale di S. Domenico di Guzman, che così rimane definitivamente localizzata alla Cinquina.
Il titolo della attuale Parrocchia è legato alla prima immagine che vi fu venerata, la stessa da cui avrebbe avuto origine anche il nome odierno della borgata. Primo Parroco della nuova Parrocchia fu Don Bruno Pirolli, che ne prese possesso canonico il 5 ottobre 1985.
Il territorio parrocchiale ha subito una ulteriore riduzione nel 1992, dopo la creazione della nuova Parrocchia di S. Alberto Magno localizzata alle Vigne Nuove.
Parroco successivo è stato Don Carlo Badalà, nominato il 1 ottobre 1994.
Attuale Parroco è Don Domenico Monteforte, che vi ha fatto ingresso ufficiale il 22 marzo 1997.
Nel corso dell’anno 2000, (finalmente!), il terreno per la costruzione del nuovo complesso parrocchiale è stato sbloccato definitivamente dal sequestro giudiziario cui era sottoposto per le vicende legate alla Cooperativa che avrebbe dovuto costruire nel terreno circostante delle abitazioni.
E' iniziato subito la progettazzione accura dell'Opera Romana per le Preservazione della Fede, che ha incaricato
del disegno architettonico lo Studio Garofalo Miura.
Nuova Chiesa
finalmente nel 2007 sono iniziati i lavori di edificazioni, La Prima Pietra è stata posta il 17 giugno e
Bendetta dal Vescovo ausiliare Mons. Enzo Dieci.
Il 1 maggio 2010 la Nuova Chiesa è stata consacrata da Sua Emminenza il Cardinal Agostino Vallini